Il futuro del lavoro - Atti del Convegno Nazionale di Bari (14 settembre 2024)

Le nostre imprese riconoscono da sempre la necessità di investimenti formati e formanti, ma fanno il loro interesse perché tanto più i collaboratori sono ben formati, tanto più l’azienda ha successo. Ho fatto una indagine che riguarda noi, Cavalieri del Lavoro, il nostro lavoro, noi come lavoratori e sto per darvi qualche segnalazione che credo potrebbe sorprendervi. Spero però che non vi irriterete ma spero che queste mie osservazioni siano oggetto di riflessione eventuale perché probabilmente non vi aspettate ciò che sto per dire. Comincio a stupirvi. Guardando, non noi ma le aziende leader mondiali, Steve Jobs, cofondatore di Apple, era uscito dal college dopo un solo semestre; eppure, ha rivoluzionato il mondo con iPhone, iPod, MacBook. Bill Gates, creatore di Microsoft, aveva lasciato Harward per seguire la passione dei software. Mark Zuckerberg, CEO di Facebook adesso META, aveva anche lui abbandonato gli studi di Harward per sviluppare la piattaforma media che lo ha reso famoso. Richard Branson, il fondatore di Virgin, aveva lasciato la scuola a sedici anni e ora è proprietario di un immenso impero di media, compagnia aeree e centri di fitness. Sorprende che queste figure siano in ambiti tecnologici dove si suppone che siano necessarie le conoscenze tecniche più avanzate per andare avanti! Arrivo a noi, Cavalieri del Lavoro. Noi rappresentiamo la migliore imprenditoria italiana, storie di successo italiane in tutti i settori. Da un’indagine fatta internamente è emerso che poco più della metà di noi, Cavalieri del Lavoro, ha una laurea, considerando i Cavalieri del Lavoro nominati nel periodo 2024, non si registra una predominanza di laureati, i laureati sono il 54% e i non laureati il 46%. Anzi, nel periodo più recente si osserva che la maggioranza è non laureata. Questi dati, a mio giudizio, mettono bene in evidenza quanto sia forte l’ascensore sociale nel mondo imprenditoriale. Nel fare impresa vincolarsi a requisiti stringenti, intendendo per tali il possesso di una laurea ma non solo, finirebbe per farci correre il rischio di tagliare le gambe a giovani promettenti e non dare l’opportunità anche ai meno brillanti nello studio che però, iniziando o meno dalla gavetta, possono diventare ottimi imprenditori. Questo vuol dire che conseguire una laurea non serve? Tutt’altro! Scuola e formaIl futuro del lavoro 130

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