telligenza artificiale. Fino a oggi, le tecnologie digitali hanno rappresentato un fortissimo elemento di democratizzazione e di elevamento della conoscenza e delle competenze delle persone. Le tecnologie digitali hanno indubbiamente distrutto alcuni lavori nel tempo, ma ne hanno creati molti di più. Devo guardare qualche numero perché non riesco a ricordarli tutti. Oggi abbiamo una platea mondiale cui circa 5,4 miliardi di persone sono utenti di internet. Più di 5 miliardi sono utenti di telefonia mobile, dispositivi mobili, e 5 miliardi sono utenti di social network. Tutto questo ha creato grandissime opportunità e continua a crearne, però c’è un bisogno insoddisfatto di capacità e di competenze sia nel settore hardware, quindi delle infrastrutture fisica, sia del software, quindi delle applicazioni. Oggi si stima che nel mondo ci siano circa 65 milioni di specialisti digitali e di questi circa 10 milioni siano in Europa con l’Italia che gioca un ruolo, ahimè, marginale rispetto a questi 10 milioni con circa mezzo milioni di specialisti. La stima è che la carenza, da qui al 2030 in Europa, sia di 8 milioni di specialisti di cui in Italia circa 200.000 se manteniamo la crescita attuale di specialisti. Cinquant’anni fa tutto questo non esisteva. Faccio mia anche un’altra considerazione fatta in precedenza da Antonio D’Amato, sulla rilevanza e l’importanza della manifattura. L’Italia negli anni ‘70 era uno dei poli fondamentali nel mondo delle tecnologie digitali. Avevamo aziende leader in questi settori, come Olivetti, come Honeywell, Bull, che era una multinazionale ma con una importante sede in Italia, LABEN (LABoratori Elettronici e Nucleari), il primo calcolatore digitale in Italia, Italtel, grandissima azienda di telecomunicazione italiana. A un certo punto la manifattura, per condizione di mercato, è venuta a mancare, è venuta meno e si è rotto il ciclo virtuoso che creava grandi competenze generate dalla domanda di queste aziende nei confronti delle università e che poi si riversavano nelle aziende utenti, nelle banche, nelle altre aziende, creando una comunità molto coerente e molto ben sviluppata, di competenze. Nel momento in cui la manifattura è venuta a cessare, si è creata una frattura. Molto spesso le università si sono messe a insegnare informatica teorica e non più l’informatica utile per il mondo delle aziende. Il futuro del lavoro 56
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